"Il lavoro rende l'uomo libero" ci hanno sempre insegnato!
Ma quanta verità c'è in questa credenza?
Il fatto è che ci si basa su credenze popolari palesemente stereotipate, che, tramandate da generazione in generazione, mai sono state analizzate e messe in discussione e viste poi per come sono in realtà.
Per esempio, prendiamo in esame l'articolo uno della costituzione, che recita:
"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro..."ecc...
Molti non lo sanno, ma la parola lavoro deriva dal latino "Labor" cioè: fatica, pena, sforzo; quindi, se ora sostituiamo alla parola lavoro con l'avverbio fatica, tutto prende un altro significato cioè:
"L'Italia è una repubblica democratica fondata sulla fatica" vi torna? oppure qual quadra non cosa?
L'Italia si è una repubblica, democratica anche no - tralasciamo questa nota dolente - ma non di certo dovrebbe essere fondata sulla fatica o sullo sforzo e tanto meno sulla pena.
Una repubblica degna del nome che porta, dovrebbe fondarsi su principi come: libertà, salute, gioia, collaborazione e via dicendo.
Lavorare si ma con dignità: non otto/dieci ore al giorno per sei giorni a settimana; gli stipendi non dovrebbero garantire la mera sopravvivenza di un individuo, ma un sostentamento dignitoso…quindi mai e poi mai ripeto, fondata sulla fatica cavolo!! per non dire *azz!
Per non parlare poi di chi convinti recitano a pappagallo quel famoso detto che: Il lavoro Nobilita l'uomo; peccato però che nessun nobile ha mai lavorato.
Infatti la storia insegna: chi lavora non è di certo la classe nobile ma è quella che Karl Marx definita come classe proletaria, quella povera per intenderci; altri esempi li possiamo trovare nella storia dei Patrizi e i Plebei, o all'epoca del Feudalesimo per esempio.
Ma veniamo a Noi: pensate che oggi sia tanto diversa la situazione?
No purtroppo, è solo più camuffata ma esattamente la medesima; e non considerate i beni materiali come ricchezza, tipo: case, automobili, smartphone ecc. quelli tra cent'anni non esisteranno più, come Noi del resto.
Ciò che è davvero importante considerare è il tempo e le proprie passioni, perché a conti fatti, è quello che stiamo dando in cambio per "lo sterco del Demonio".
Ci siamo mai chiesti:
- Cosa sto facendo di importante in questa esperienza di vita?
- Mi sto realizzando come vorrei?
- Sto lasciando un segno di me stesso/a in questo mondo?
E con queste domande esistenziali vi rimando alla seconda parte del post che uscirà prossimamente (se vi interessa) grazie.
TO BE CONTINUED...
