Quando parlo con amici, colleghi, conoscenti ecc... molti hanno la medesima preoccupazione e cioè: "Dove andremo a finire andando avanti di questo passo?"
Chiaramente tale domanda viene posta su un contesto economico-lavorativo e la paura che dalle nostre tasche esca più di quanto entri, è un timore insopportabile, almeno per una gran parte di Noi.
Il fatto è che la maggior parte del popolo vive d'inerzia o di "abbrivio" se preferite (utilizzando un termine marinaresco), corre, corre… ma non alza mai la testa, senza ahimè accorgersi, che oramai questo mondo è sempre meno a misura d'uomo.
Infatti, come reagireste se vi dicessi che tra qualche anno molti di Voi probabilmente perderà il proprio lavoro perché sostituiti da macchine robotizzate e sempre più senzienti? (A.I.)
Mi guardo attorno e vedo sempre i medesimi colleghi, amici e conoscenti, cambiare posto di lavoro e questo prevalentemente per due motivi: stipendio maggiore, oppure per un orario lavorativo più consono alle proprie esigenze… ma siamo sicuri che sia la scelta giusta??
Cambiare lavoro equivale solamente nel cambiare "casacca", ma i problemi rimarranno comunque i medesimi.
Permettetemi un piccolo preambolo; quando ci sono delle agitazioni popolari indette dai lavoratori, il sistema si mobilita offrendo quasi sempre quello che io chiamo i "croccantini", perché il sistema sa molto bene che il denaro è un arma di corruzione di massa, specialmente per un popolo come il nostro che tiene un potere d'acquisto inadeguato rispetto al caro vita.
Tutto ciò che i lavoratori riescono a "strappare" in termini economici, non è una conquista, ma una pianificazione già stabilita ai piani alti per evitare proteste popolari.
Il sistema lavorativo non ha problemi ad erogare moneta, ciò che realmente vuole è tenerci occupati dentro la gabbia del criceto a girare la solita ruota più tempo possibile, perché un individuo impegnato è un individuo intrappolato.
Tornando al fulcro della questione, la vera rivoluzione non è cambiare casacca (ovvero cambiare posto di lavoro), ma è costruirsi un proprio lavoro indipendente, il quale ci permetta di avere sia denaro che beni, per scambiarli poi con altre persone che adottino le medesime scelte di vita.
Mi rendo conto che ciò che vi ho appena detto suona strano e fuori da ogni logica e sicuramente non applicabile a tutti; tuttavia è possibile arrivarci a piccoli step, pianificando minuziosamente la propria vita e apportando le scelte giuste.
La cosa fondamentale da comprendere è che la società nella quale viviamo è fondata principalmente sul debito; ma se fossimo così bravi da azzerare o quantomeno ridurre questo debito ai minimi termini, il giochetto verrebbe interrotto e non saremmo più ricattabili.
Capisco che non è possibile uscire totalmente dal sistema, ma nemmeno il sistema può rinunciare completamente a Noi.
L'idea quindi è di rimanere con un piede dentro e uno fuori, in pratica, lavorare si per denaro, ma anche per beni vari, quei beni di prima necessità che avremmo comunque comprato con il denaro, in pratica una sorta di baratto a metà.
Per vivere, in realtà il denaro che ci serve è davvero minimo, il più delle volte ciò che spendiamo è per acquistare cose che nemmeno ci servono e non è neanche vero poi che lavorando di più si guadagna di più, certo in termini assoluti sicuramente si, ma a quale prezzo??
Avremmo solo regalato altro tempo a quel sistema che, guadagnando sulle nostre spalle, un giorno, forse non troppo lontano, non esiterà un attimo a buttarci via, senza dirci nemmeno grazie.
Spesso la gente desidera guadagnare di più per potersi permette di più, ma così facendo avranno solamente alzato l'asticella del proprio tenore di vita; ergo, rimarranno nella medesima situazione di quando guadagnavano meno e avevano meno.
Ciò che ho riportato su questo post è una mia idea, non so se applicabile e non spetta me dirlo, tuttavia se sempre più persone cominciassero a prendere coscienza del - diciamo così - modello di vita che ho proposto poco fa, "forse" e dico "forse" saremmo tutti meno corruttibili, perché il denaro che avremmo a disposizione, servirebbe esclusivamente per garantirci quelle poche spese considerate indispensabili.
