Mesi fa in rete, ascoltavo uno YouTubers discutere della scuola e sui metodi di insegnamento d'oggi giorno; fra i vari argomenti citò una storiella di Alejandro Jodorowsky il quale mi ha fatto riflettere molto, tale racconto dice…
A- "Maestro, mio figlio ha riportato la pagella con un voto basso in matematica e alto in disegno, che faccio? cerco un professore esperto in matematica che lo possa aiutare??"
B-"Assolutamente no !! (disse il maestro) vada a cercare piuttosto il più bravo maestro di disegno che ci sia…"
Cosa ci insegna questa storiella ??
Non di certo trascurare le materie insufficienti ovviamente, nemmeno di non studiarle ci mancherebbe !!, ma semplicemente potenziare quelle materie che siamo più propensi e portati a studiare.
"Il mondo è bello perché è vario"; quante volte abbiamo sentito questa filastrocca? e in questo contesto non potrebbe essere più azzeccata di così.
Non tutti siamo uguali, c'è chi piace studiare e risulta facile farlo, c'è invece chi predilige i lavori manuali, come c'è chi è dotato per lo sport.
E' scientificamente provato che non esiste un essere perfetto che può eccellere in tutto; certo si può migliorare qua e là, poi però madre natura ci instraderà verso la via più adatta a noi.
Sento continuamente genitori disperati perché i propri figli (secondo loro) non vanno bene in determinate materie però vanno benissimo in altre…sembra quasi un disonore oggi giorno prendere un voto come un 6 ad esempio oppure un 7, infatti oggi si punta minimo al 9, perché questo ?? non sarà mica perché è in corso una competizione fra genitori per chi ha il figlio più bravo e intelligente ??
Mi accorgo che alcuni programmi che i maestri insegnano ai ragazzini di 6/10 anni, sono assai complessi, programmi che un tempo studiavamo alle medie ora li studiano già alle elementari cercando di insegnare concetti difficili da comprendere i quali se non imparati espressamente a memoria, non sarà possibile apprenderli a pieno, lo dimostra il fatto che trascorsi alcuni giorni senza ripetere a mente l'argomento in questione, i ragazzini hanno già dimenticato tutto (o quasi), e questo perché la memoria tradisce se un argomento non è compreso a fondo.
A questo punto una domanda sorge spontanea: "Il voto percepito dal ragazzino, è farnia del proprio sacco oppure parte di quella farina appartiene al genitore ?"
Riformulando la domanda dico chè: "se quei ragazzini studiassero senza l'aiuto dei genitori, quanti di loro porterebbero a casa un voto come il 9 ?"
Probabilmente nessuno, anzi con tutta probabilità molti studenti sarebbero addirittura insufficienti.
Questo perché come ribadito poco fa, alcuni argomenti non possono essere compresi a pieno da ragazzini di 6/10 anni, in quanto non hanno ancora sviluppato una soglia di attenzione tale da concentrarsi senza distrazioni di alcun genere, immaginiamo poi se tali argomenti non piacciono proprio oppure vengono trovati ostici !!
Quindi non è sempre vero che un ragazzino di quell'età se va male a scuola è perché non studia o perché è più lento nell'apprendimento, ma molto probabilmente è dovuto alla mancanza di aiuto da parte dei genitori o chi ne fa le veci dovuti ad esempio a problemi lavorativi.
Però se un ragazzino portasse a casa un 6 solo e solamente per suo merito, io personalmente considererei quel 6 come un 10 e lode.
Per concludere:
"Si deve puntare sulla qualità del proprio sapere e non sulla quantità"
cioè è inutile imparare 10 cose e male, magari è meglio impararne 5 ma bene !!
Arrivederci al prossimo post !!
