Questa per i "poco avvezzi" del genere non è una rana ma una raganella, più
precisamente “la raganella italiana” con nomenclatura binomiale “Hyla intermedia”
che si differenzia dalla rana e dal rospo da tre semplici aspetti oltre per la
taglia, cioè: per il colore verde pastello con due strisce frastagliate marroni
lungo il cavo oculare; per le ventose sui polpastrelli i quali fanno di questo
anfibio un ibrido tra acquatico e arboricolo; e per la sacca sotto la gola la
quale si gonfia per emettere il classico gracidio nel periodo degli amori per richiamare
la femmina.
Questo innocuo animaletto lo si potrebbe e ripetiamo “si potrebbe”
trovare sia negli stagni sia nelle zone acquitrinose, aggrappato ad arbusti o in
riposo sopra ninfee o comunque fogliame a foglia larga, questo perché come
detto in precedenza, la raganella è per lo più un animaletto arboricolo, quindi
passa quasi tutto il tempo fuori dall’acqua arrampicato tra foglie e rami e mimetizzato
tra di esse grazie al suo colore verde intenso.
Quando si parla di inquinamento, non si intende solo inquinamento di
tipo visivo o materiale, cioè fumi di scarico, oppure rifiuti gettati qua e là,
ma anche di inquinamento di tipo chimico e/o elettromagnetico, i quali un po' alla
volta come per le lucciole stanno sterminando molti altri insetti e animaletti più eco-sensibili tipo gli anfibi come per esempio la
protagonista verde di questo post.
D’altro canto basta guardarci in giro, quanti di noi negli ultimi anni
hanno più visto questo simpatico anfibio di color verde saltellare per fiumi e
stagni??
Ricordatevi sempre che la scomparsa di questi anfibi, è un
chiaro segnale che qualcosa nel nostro ecosistema non funziona, motivo per cui,
se vi capita di trovare lungo i fossi di casa vostra una raganella, siate
felici perché è segno che la natura si stà riprendendo i propri spazi.
Arrivederci al prossimo post.
