Più volte scrissi specifici articoli sulle problematiche che i social comportano, tra le quali la social-dipendenza
Ciò non sono fantasie o fandonie senza fondamenta, ma purtroppo, una realtà che sta dilagando sempre di più, specie tra i più giovani ma non solo; ma cerchiamo di capire il perché.
L'argomento è assai complesso, ci sono vari libri che trattano queste tematiche, però ovviamente in pochi li leggono perché (erroneamente) si pensa che non sia una vera e propria problematica o comunque non così pericolosa, pensando poi (ingenuamente) che sia sempre possibile intervenire ed uscirne in ogni momento.
Purtroppo i fatti di tutti i giorni dimostrano che la social-dipendenza è più che mai la "malattia" del secolo; si stima inoltre che rimarrà tale per vari decenni ancora colpendo in modo massiccio chi fa un uso smodato dei social come Facebook, Instagram e Tik Tok.
Un esempio eclatante è quando nei luoghi di villeggiatura, si vedono ragazzi frustrati o ancor 'peggio "isterici" perché manca la copertura dati oppure la connessione Wi-Fi, al solo scopo magari di postare un loro selfie mentre stanno mangiando, oppure mentre sono sdraiati in riva al mare a prendere il Sole.
Al contempo li si vede rilassati quando hanno il loro "amichetto" fra le mani, quasi come dei tossicodipendenti felici per la loro dose.
Ma perché accade questo ??
Se già i fatti sopra citati dimostrano che la social-dipendenza è più che realtà, cerchiamo di capire quanto detto cercando di far luce sul vero punto chiave.
Bene o male tutti noi abbiamo conosciuto o per lo meno sentito dire di quel "tele" che per colpa del gioco ha perso tutto no ?
Oppure quel altro tizio che per colpa dell'alcol o droghe varie ha perso famiglia ed è finito in comunità o al centro alcolisti dipendenti giusto ?
Ebbene, vi siete mai chiesti perché queste persone ad un certo punto non sono più riuscite a fermarsi così da non oltrepassare il punto di non ritorno ??
Semplicemente perché non riuscivano più a rendersi conto in quanto posseduti dal "Demone" della dopamina, che altro non è che un neurotrasmettitore facente da mediatore di ricompensa, creando così dipendenza.
La ricompensa infatti, viene ricercata dopo una serie di azioni ripetute e continuative; lo spiegava già ai tempi il noto Psicologo "Burrhus Skinner" quando studiò la teoria dei ratti ammaestrati, dove all'udire di un impulso, quest'ultimi imparavano ad attivare una leva per aver in cambio del cibo.
Ora se ci fate caso, in qualsiasi posto vi troviate, c'è sempre chi ha il proprio smartphone in mano e questo, il più delle volte, per controllare le varie notifiche, le mail, se ci sono messaggi in WhatsApp o se quel tale YouTuber o Influencer che sia, ha postato il suo nuovo video ecc. ecc.
Non necessariamente è così mi direte voi, ma il più delle volte si è proprio così; si è così presi dai social che in ogni momento, in ogni pausa si controlla il proprio smartphone se ci sono notifiche alle quali rispondere, dove poi per rispondere a persone "non presenti", si mette in standby Noi persone presenti.
Il vero problema è che siamo un pò tutti (chi più chi meno) annoiati, non sappiamo più divertirci con le cose semplici, e non avendo di meglio da fare, utilizziamo il nostro smartphone per compensare quel vuoto che ci attanaglia nei momenti di noia, non comprendendo poi che è proprio nella noia che scatta quel lampo di creatività.
Per concludere, esiste un modo semplice per comprendere se siete all'interno del tunnel della Social-dipendenza: E' sufficiente spegnere il telefono per almeno 24 ore e fare altro, se non riuscite a resistere al solo gesto di prendere il vostro smartphone fra le mani, allora si, avete un problema !
