Tempo fa girovagando per la rete, vidi un immagine che mi fece riflettere molto, non tanto per la rappresentazione dell'immagine in sé, ma più che altro per la frase che vi era riportata e cioè:
"Finche il telefono rimase legato al filo...l'uomo rimase libero".
Tale frase è molto importante e, chi è un nostalgico dei anni '80/'90 come noi, comprende bene cosa ha voluto trasmettere il creatore di tale immagine; immagine che ora vi riproponiamo qui sotto, rimodificata graficamente a nostro gusto e piacere.
La tecnologia se usata intelligentemente, può essere importante e può aiutarci in molteplici situazioni come ad esempio nei lavori ripetitivi; al contrario se usata in maniera smodata, rischia di renderci schiavi come nel caso delle dipendenze dai social o dai videogames.
Ma quale prezzo abbiamo pagato in tutto ciò ??
Oggi la tecnologia ce l'abbiamo tutti in mano e basta un tocco di touch o di scroll per inibire il nostro cervello e farci guidare completamente da un Android(e) o da un MacOS o qual si voglia...in pratica ci siamo auto-robotizzati senza rendercene conto.
Un esempio:
Dobbiamo metterci in viaggio verso una località di montagna ad esempio, dove per strada ci si fermerà a pranzare in un ristorante "XY" per poi fare una bella passeggiata nel primo pomeriggio...cosa faremmo oggi tutti noi?
Semplice, innanzitutto apriremo Google Maps per verificare il percorso e il tempo che vi si impiegherà, consulteremo poi Trip-Advisor per capire quale ristorante in zona abbia almeno quattro stelle, leggendone attentamente le varie recensioni che ovviamente dovranno essere per lo più positive, poi per finire si consulterà "Meteo.it" oppure "3Bmeteo" oppure ancora "Il Meteo" per capire che tempo farà nella località di montagna scelta.
Sicuramente cose utili che tutti noi oggi giorno facciamo, infatti come detto in precedenza, se la tecnologia è usata in modo intelligente, ci aiuta e non poco.
Ma c'è un "però"...in tutto questo quale è stato il nostro ruolo ?
Infatti se ci pensiamo un attimo, non abbiamo minimamente sforzato le nostre capacità cognitive, inibendo così le nostre facoltà di giudizio e valutazione lasciandoci guidare in tutto e per tutto da un sistema di intelligenza artificiale nonché virtuale che ha deciso al posto nostro, perdendo inoltre la bellezza della scoperta e dell'avventura.
- Un tempo si sarebbe usato il vecchio atlante stradale, e ricordo bene che, non era facile interpretarlo, ci voleva tempo per studiare un preciso percorso, inoltre non ci veniva raccomandata un alternativa in caso di traffico intenso, dovevamo noi ingegnarci nel capire e valutare la cosa migliore da fare, tuttavia anche se tale cosa può sembrare laboriosa, in realtà mettevamo a dura prova il nostro cervello, costringendo le nostre sinapsi agli straordinari e il cervello si sa, più lo si allena, più diventa reattivo.
- Il trip Advisor degli anni '80 e '90 era osservare i camion fuori dai ristoranti, infatti è noto a tutti che i camionisti conoscono bene i posti dove si mangia a "cinque stelle"...oppure molto semplicemente con il buon vecchio passaparola tra amici e conoscenti in quanto riamane sempre un'ottima soluzione.
- Le varie app sul meteo in linea di massima ci aiutano molto, ma in zone montane spesso falliscono, questo perché le previsioni vengono elaborate su modelli matematici tramite dati satellitari e poi geolocalizzati per vari settori.
Tuttavia in montagna c'è un particolare importante da sapere, e cioè: la somma dei venti anabatici creano le brezze di valle, infatti è risaputo che i venti si spostano da una zona di bassa pressione ad una zona di alta pressione; in estate infatti quando il sole scalda i costoni e le vallate dei monti, l'aria appena sopra il terreno si surriscalda, e l'aria calda si sa, essendo più leggera dell'aria fredda tende a salire, e salendo le particelle di condensa si saturano fino al punto di rugiada, creando così un cumulo di nubi.
Tale cumulo poi, si innalza per spostamento meccanico, quando le gocce di condensa all'interno del cumulo si ingrandiscono, formano delle goccioline d'acqua e/o cristalli di ghiaccio che, non riuscendo più a rimanere in sospensione, cadono sotto forma di pioggia (o ghiaccio in caso di zero termico); ecco perché al mattino in montagna c'è quasi sempre bel tempo invece nel pomeriggio ci si trova spesso in presenza di rovesci temporaleschi; per tale motivo infatti, il meteo in montagna lo si deve prendere sempre con le "pinze" ed ecco perché nessuna app potrà mai sostituire l'intelligenza umana.
Tutto questo per sottolineare che non è sempre un vantaggio l'utilizzo della tecnologia per ogni cosa, in quanto come detto qualche riga più sù, inibisce le nostre capacità di utilizzare il cervello.
Oggi se osserviamo attentamente, ognuno di noi consulta il proprio smartphone per qualsiasi banalità anche per chattare con i propri amici seduti magari allo stesso tavolo in pizzeria; per non parlare poi di chi impazzisce se in una determinata località turistica manca il Wi-Fi o il segnale 3G o 4G che sia.
Insomma siamo caduti in una psico-tecno-dipendenza così grande che se non cercheremo di prendere coscienza di ciò, non saremo mai più capaci di far nulla senza il nostro beneamato smartphone.

