Quando si chiacchiera con qualcuno e magari la questione si protrae nel tempo tra un argomento e l'altro, inevitabilmente si incappa nel discorso lavoro, in pratica si chiede sempre o ci viene chiesto quale sia la nostra professione lavorativa.
Ogni qualvolta ci viene posta questa domanda non possiamo fare a meno di chiederci se si tratta di semplice curiosità, oppure una verifica per valutare la nostra persona in base la nostra professione.
Chiariamo il punto: molte persone cambiano completamente modo di porsi in base a chi ha di fronte; avere a che fare con un Ingegnere un medico oppure un avvocato, il più delle volte influenza il nostro modo di agire rispetto magari nel aver di fronte un cameriere un meccanico oppure un muratore anche se ci si trova al di fuori dei rispettivi ambiti lavorativi come ad esempio al bar oppure in fila alle casse di un supermercato e questo perché nei primi tre casi si ha a che fare con persone colte e il più delle volte altolocate.
In parte ciò è vero, infatti per praticare tali mestieri occorrono sacrifici, anni di studio, tirocini ecc.
Ma non dimentichiamoci che cultura non è sinonimo di intelligenza; tempo fa un saggio disse: "meglio un bravo operaio che un cattivo ingegnere" questo perché non tutte le persone che praticano il medesimo mestiere hanno la stessa attitudine.
Eppure siamo pur sempre esseri umani, chi più chi meno con una vita normale; un individuo non lo si dovrebbe giudicare dalla sua professione, ma da valori più importanti come onestà, bontà, empatia, gentilezza, sincerità ecc. ecc.
Purtroppo siamo stati "addomesticati" da un sistema marcio e subdolo, dove la tv e i media ci infondono falsi modelli, inculcandoci in testa la smania di successo, carriera e ricchezza.
Ma allora ci chiediamo, quegli individui che si identificano completamente nel loro lavoro, se un bel giorno tutto finisse, in cosa si rispecchierebbero?".
Lasciamo a voi la risposta.
