sabato 28 novembre 2015

COME FAR... ESPLODERE UNA BATTERIA

Cosa succede se un conduttore tocca i due poli di una stessa batteria?

Prima di rispondervi occorre una premessa:
Ormai, chi ci segue da un pò, sa molto bene che gran parte dei nostri post, vengono da domande, discussioni o curiosità che abbiamo con gli amici o colleghi di lavoro nella vita quotidiana, perciò non è che ci inventiamo gli argomenti a casaccio, ma come in questo caso, diamo una risposta ad una domanda che in questi giorni un nostro caro amico ci ha posto.

Tornando alla domanda iniziale, possiamo dirvi con certezza: NON FATELO ! Oltre al danneggiamento della batteria, in alcuni casi il surriscaldamento di essa, può portare anche allo scoppio, con conseguenze pericolose per chi si trova nelle immediate vicinanze.
Ricordiamo infatti, che il componente chimico delle batterie ad esempio "la batteria dei veicoli", è alquanto corrosivo trattandosi appunto di acido.

Ma allora, perché inserendo una resistenza tipo un utilizzatore oppure una semplice lampadina tale fenomeno non avviene e tutto funziona correttamente?

Se prendiamo un resistore (ad esempio 2 Ω) e lo interponiamo tra i due poli della batteria (ad esempio 12 V), si avrà una c.d.t. (caduta di tensione) ai capi del resistore, pari alla resistenza intrinseca del resistore stesso (rappresentato in questo caso da una lampadina), più il conduttore di tensione (tuttavia trascurabile), infatti vista la legge di Ohm cioè I = V/R (Intensità di corrente è uguale alla tensione diviso la resistenza)  possiamo dimostrare che il circuito funziona correttamente.

I = (V = 12 Volt)/(R = 2 Ω) = 6 Ampere

Se però si infrange la "regola" della resistenza, cioè si collega tra i due poli della batteria solamente il conduttore di tensione senza alcun resistore, la batteria va in cortocircuito ed alla meglio buttate la batteria, quindi evitate assolutamente di fare questo anche solo come esperimento può essere molto pericoloso soprattutto se il voltaggio della batteria è elevato.
E' facile capire il perchè, se ci basiamo sempre alla legge di Ohm descritta nell'esempi precedente avremo che:
I = (V = 12 Volt)/(R = 0 Ω) = Ampere

Approfondimento
Ricordiamo che in matematica qualsiasi valore che si trovi al numeratore che divida un denominatore pari a zero, è errore; tuttavia con lo studio dei limiti tale operazione non è più impossibile, infatti un denominatore uguale a zero da come risultato tendente a più o meno infinito per definizione.

E' possibile dimostrare il perchè anche non per mezzo dei limiti : 
sappiamo di certo che nei numeri razionali, più abbassiamo il valore del denominatore, più cresce il risultato della frazione; infatti nel primo esempio abbiamo trascurato il conduttore di tensione in quanto lo abbiamo supposto come un conduttore ideale, in realtà anche se infinitesimale, tale conduttore ha sempre una sua resistenza intrinseca, (ad esempio esagerando) supponiamo sia 0,00000001 Ω quindi piccolissima, se applichiamo la legge di Ohm avremo:
I = (V = 12 Volt)/(R = 0,00000001 Ω) = 1.200.000.000 Ampere 

Quindi a questo punto si capisce perfettamente che una batteria progettatta per funzinare ad un Amperaggio di spunto max (ad esempio 60 oppure 80 Ampere classiche batterie per veicoli stradali), se per un errore vengono generati anche per pocchissimi istanti "un miliardo e duecentomilioni di Ampere", capite bene che (passateci il termine) la frittata è servita.

Speriamo di essere stati semplici e chiari, per qualsiasi dubbio a riguardo non esitate a conttattarci, arrivederci al prossimo post.