Mi ha sempre affascinato la figura dell'Eremita; ma non alludo al significato derivato dai tarocchi ma al significato visto in chiave Alchemica.
L'eremita è una figura magica; ma guardate bene che per "magia" non si intende il fatto di far apparire e/o scomparire le cose ma semplicemente l'uso consapevole di una conoscenza non che la trasmutazione in realtà di un immagine; perchè vedete, immagine e magia hanno la stessa radice etimologica e infatti deriva da Mago.
Come Mago l'Eremita ha compiuto l'Opus Magno:
Ha imparato a convivere in solitudine eliminando il pensiero pensato nutrendosi però dei pensieri pensanti oltrepassando così la soglia dei suoi guardiani.
Egli si fa strada fra le varie dimensioni con la sua lanterna magica, lasciano però una traccia dove solo altri Maghi potranno riconoscere i segni.
Non ha bisogno di mostrarsi agli altri semplicemente perchè Lui è costantemente nel Hic-Et-Nunc...Egli infatti vive perchè non si accontenta di esistere.
Il suo bastone - segno di saggezza - ha inciso le tacche delle sue morti e rinascite perchè sa benissimo che prima di ogni Albedo c'è sempre un Nigredo.
Uno dei fondamenti del Mago è la conoscenza degli Elementali, esseri che appartengono ai quattro elementi che uniti creano la quintessenza dando così accesso alla Pietra Filosofale.
Egli E' perchè conosce i codici della natura "vinci natura secondo natura" - cosa che l'uomo moderno ha perduto - infatti, contemplando gli Archetipi planetari, il Mago Alchimista sa esattamente quando è ora di "Visita-Interiora-Terrea-Rectificando-Invenies-Occultum-Lapidem"
Egli ha imparato ad ascoltare con la Luna e ad emozionarsi con il Sole e solo su tale piano dimensionale potrà avvenire l'Inversione dei Luminari.
E' da capire però che non tutti possono diventare Eremiti perchè prima andrà concepita la Matrice e guardate bene che il verbo concepire non è casuale:
Il concepimento è un parto, il concepimento è dare alla luce, ma prima della luce esiste il buio e prima ancora la Luce poi di nuovo ancora il buio...si è un Uroboro continuo, ma se non si comprenderà questo, non si potrà concepire la matrice.
In un libro l'uomo disse:
- Tutto ciò che accade Tu lo scrivi?
- No, tutto ciò che scrivo poi accade
Egli disse.
